iColor Magazine - anno 2019 - numero 02
51 a erogravity re. Solo la scala rossa scende fino a terra e funge quindi da invito all’ingresso. iColor: Come nasce la decorazione in- terna? A.R.: Il budget era limitato al colo- re e agli imbianchini . Il soffitto nero ci ha aiutato con gli impianti, i cavi, le lampade, ecc. visto che il nero non ge- nera ombra e maschera perfettamente tutto. Prima è stata montata la camera di volo, è il vetro stampato curvo più grande al mondo ed è stato prodotto in Spagna. Abbiamo fatto due versio- ni degli interni. La prima era ispirata al Cafè Aubette di Hans Arp, con i riqua- dri tipici del De Stijl ma con le nuance delle Frecce Tricolori, cioè il mondo di riferimento dell’intera opera. Questa soluzione era stata inizialmente accet- tata, ma poi si è deciso di cercare una decorazione murale più semplice e discreta, che non distraesse dall’e- sperienza del volo . sono indispensabili. Il rosso poi è un valore in sé, ha più forza . Non per niente i nostri nonni dicevano: Cinq’ ghej de pu’ ma ross” (cinque centesimi in più ma rosso, riferito al vino, più pre- giato o forse ai tessuti tinti col colore più ricercato). Volevamo un colore ric- co di significati, che emergesse dal verde dei prati che lo circondano . iColor: Quali difficoltà avete trovato? A.R.: Essendo un progetto innovativo, con pochi precedenti e unico in quanto a grandezza, molte cose abbiamo potuto solo immaginarle. Ad esempio il fattore rumore e le vibrazioni: abbiamo cercato di assorbirle in ogni modo senza poter fare vere e proprie simulazioni. Per que- sto abbiamo utilizzato la moquette sugli spalti e in diverse altre zone. Poi, a causa della falda, abbiamo dovuto creare una zoccolatura in cemento armato che gira tutta intorno all’edificio, che ci è servita anche per valorizzare il volume superio- iColor: E così siete giunti alla soluzione attuale? A.R.: Sì, ci piaceva l’idea del cielo e degli alberi, ma occorreva un elemento grafico che la valorizzasse e la rendes- se peculiare. Mi sono ricordato di aver letto della Ruxton, un’auto prodotta negli Stati Uniti negli anni 1929 e 1930 (ne restano solo 19 esemplari al mondo, n.d.r.), decorata da Joseph Urban con strisce in diverse gradazioni dello stes- so colore , in modo da dare un aspetto più aerodinamico al mezzo. L’idea ci è piaciuta e l’abbiamo adotta- ta. Inoltre ci siamo accorti dai render che utilizzando l’azzurro in tre gradi di satura- zione si crea una sorta di effetto sfumato, molto grafico. A questo abbiamo aggiun- to degli alberi specchianti argentati, per proteggere le pareti e per scardinare l’i- dea della scatola. È uno sfondo che allieta l’esperienza, un intorno che non disturba. L’allegoria del paesaggio serve per cre- are uno sfondo naturale ma molto soft .
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