iColor Magazine - anno 2019 - numero 02

56 colormat “Colormat: pitture e vernici per la progettazione” è un progetto nato in collaborazione con il gruppo pitture e vernici di Avisa, associazione di settore di Federchimica. L’obiettivo è quello di creare uno strumento di formazione per i futuri progettisti sugli aspetti estetici, tecnici e produttivi delle pitture e vernici, dando loro la possibilità di prendere visione, sperimentare, confrontare e acquisire informazioni sui diversi materiali legati al settore. Oltre allo sviluppo di approfondimenti tematici, il progetto si compone di una raccolta di campioni di diversi materiali, finiture ed effetti decorativi accompagnati da informazioni tecniche, produttive, commerciali, applicative legate alle aziende produttive. r icerca che e percettive che, sintetizzate, danno forma al progetto cromatico. Parlare di colore , infatti, significa trattare le infini- te variabili che influenzano la resa fina- le di ogni manufatto , dai materiali alle finiture, fino a sensazioni, valori culturali e ricordi che influenzano ognuno di noi. Il team del laboratorio è guidato dal referente scientifico Mario Bisson e da Cristina Boeri, responsabile tecnico. Par- lando con l’architetto Boeri, si scoprono diverse peculiarità del mondo del colo- re: ad esempio che la nostra personale percezione delle cromie è influenzata La ricerca del Laboratorio Colore verte soprattutto sulla definizione delle mi- gliori pratiche di impiego del colore nei diversi ambiti progettuali . Queste attività sono spesso commissio- nate direttamente dalle imprese e dalle associazioni di categoria che quotidia- namente si trovano ad affrontare diffi- coltà legate all’uso e alla percezione del colore. Oltre a ciò, il laboratorio offre il proprio contributo a ricerche attivate presso Enti e Università . Con l’espressione “scenario del colore” si intende l’insieme delle discipline che studiano le cromie e il loro progetto, i settori merceologici e produttivi che le utilizzano, le normative, gli strumenti che ne permettono la gestione e soprat- tutto i materiali e i metodi che consento- no di riprodurle e applicarle. L’obiettivo principale é quello di favori- re una conoscenza comune e condivisa per la costruzione di una reale cultura del colore , che tratti la materia in modo interdisciplinare attraverso momenti di monitoraggio, confronto e condivisione di idee. Per svolgere la ricerca ci si avvale delle migliori competenze dell’Università, del mondo della produzione e delle pro- fessioni. L’approccio culturale si fonda su contributi provenienti da diverse discipli- ne, tra cui quelle psicologiche, tecnologi- da numerosi fattori , tra cui la presenza di altri colori nel campo visivo, il tipo di illuminazione, l’angolo di osservazione e la natura delle superfici. Le variabili sono così tante che è impossibile per un occhio umano, leggere con esattezza un colore senza ricorrere a misurazioni strumentali. Per ovviare a queste difficoltà è quindi necessario ricorrere a strumenti di misu- ra quali colorimetri e spettrofotometri a contatto, le cui letture sono indipenden- ti dai fattori ambientali e dall’operatore. Ho personalmente assistito a una prova effettuata con una Cabina Luce in cui un tessuto attualmente in commercio ap- pariva marrone o verde, a seconda del tipo di luce a cui veniva sottoposto. Questo strumento consente il controllo del colore sotto luce standardizzata che si- mula l’illuminazione degli ambienti in cui i prodotti saranno collocati. Si riesce così a prevedere, ad esempio, la visibilità di un packaging sugli scaffali dei supermerca- ti o la resa cromatica di una determinata pittura all’interno di un’abitazione . Il Laboratorio Colore, nei suoi corsi, utiliz- za tutti i principali sistemi di classificazione dei colori, fra cui NCS Natural Color Sy- stem; Munsell; Ral; Pantone, ACC System, ecc. A supporto della didattica e della ricerca, dispone inoltre di strumenti e at-

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